Come parlare della morte ai bambini?

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Le circostanze nelle quali ci troviamo ad affrontare il tema della morte con i bambini di per sé ci pongono dinanzi ad un evento funesto, sia che ci coinvolga direttamente o in modo più marginale.

Parlare della scomparsa di qualcuno ci coglie spesso impreparati, in difficoltà rispetto al nostro stesso dolore. Pensare di proteggere i bambini tenendoli all’oscuro dell’evento o inventare storie eccessivamente fantasiose, piuttosto che posticipare ogni spiegazione a quando saranno più grandi crea un alone di incertezza e di preoccupazione sul tema della morte, soprattutto quando riescono a percepire il nostro disagio. I bambini, anche se piccoli, hanno bisogno di avere una spiegazione su cui basare la propria conoscenza del mondo, per cui l’adulto può fornire loro una verità comprensibile e accettabile per le competenze cognitive ed emotive raggiunte.

Chi è credente può utilizzare il concetto di un luogo in cui il defunto raggiunge il proprio Dio, oppure i Santi; in una visione laica pensare ad un parente che diventa una stella del cielo e ci guarda da lassù. Queste immagini offrono l’opportunità di mantenere un legame con la persona scomparsa, che pur non essendo più presente fra noi viene collocata in un luogo raggiungibile con la fantasia, nei sogni, attraverso la preghiera; lasciando aperta la possibilità di comunicare con lei. In fondo i bambini credono in personaggi come Babbo Natale e la Befana, per cui hanno un’immaginazione che supporta questo tipo di spiegazione.

Sarebbe meglio accertarsi, con semplici domande, di quale sia il livello di comprensione che hanno di certi eventi; i bambini, infatti, non sempre padroneggiano il significato reale dei termini che utilizzano ed in alcuni casi pongono domande che non hanno bisogno di risposte articolate. Assicuriamoci di quale sia la spiegazione che si sono dati dell’evento, prima di fornirne noi una. Se non abbiamo risposte immediate, potremmo fermarci a riflettere per utilizzare una terminologia ed una storia già presenti nella mente dei nostri piccoli e per loro accettabile.

E’ importante che i bambini abbiano la possibilità di salutare la persona defunta, anche con un disegno, una lettera, un messaggio, qualora non sia possibile farlo realmente. In alcuni casi può essere d’aiuto stabilire un modo per continuare a comunicare o sentire vicina la persona cara, come una preghiera, guardare il cielo o avere l’abitudine di fare visita ai defunti e portare i fiori sulla tomba; questo dipende dall’età dei bambini e dalle abitudini della famiglia.

Portare i bambini al funerale o al cimitero, anche questo dipende dall’età e dalla circostanza. Sarebbe meglio esporli ad un grado di sofferenza contenuto che non li spaventi e rappresenti un ulteriore stress; sebbene partecipare ai riti previsti dalla propria comunità per la morte rappresenta un momento di condivisione di un evento, che assume connotati di realtà e ne facilita per questo la comprensione ed accettazione.

Indubbiamente si tratta di un concetto doloroso e faticoso da accettare, ma soprattutto da condividere. Il genitore stesso, infatti, affranto dall’evento luttuoso potrebbe faticare nel comunicare la morte di qualcuno caro con naturalezza. Scegliamo un momento di calma, magari facciamoci aiutare dalla presenza di qualcuno a noi vicino, che possa sostenerci ed essere di supporto per parlare della morte per gradi e come di un evento naturale, inevitabile e sopportabile, al quale si può sopravvivere.

E’ fondamentale fornire spiegazioni adeguate, anche se dolorose, poiché non averne creerebbe maggiore agitazione e darebbe luogo ad ipotesi di scenari peggiori e catastrofici, più della stessa realtà. Rassicurare che non accadrà nulla di male, tranquillizza e abbassa il senso di minaccia e allerta, soprattutto quando si tratta di evento traumatico che coinvolge figure molto vicine al bambino. I bambini hanno bisogno immediato di sapere che non hanno colpe per quello che è accaduto e che non accadrà nulla alle altre persone intorno a loro, che ci sarà sempre qualcuno per loro.

Gli adulti dovrebbero veicolare, inoltre, il messaggio che le emozioni si possono comunicare; la rabbia, la tristezza, il dolore, la paura e la vergogna sono normali in certe circostanze. E’ comprensibile provare rabbia nei confronti del defunto, per essere stati lasciati soli; oppure con se stessi o con gli altri membri della famiglia per essere sopravvissuti, in caso di incidente o malattia. Dovrà essere chiaro che provare emozioni negative non significa essere “cattivi”, né “deboli” e nessuno li giudicherà per questo, ma potranno parlarne, condividere le proprie paure con figure di cui si fidano, che sentiranno disponibili e pronte a sostenerli qualunque cosa accada. Anche il genitore, qualora non si riesca a far fronte ad una situazione dolorosa e problematica, deve sapere che può avere delle figure a cui chiedere aiuto; tutti noi abbiamo bisogno del supporto degli altri e non saremo valutati meno forti o abili, se chiediamo sostegno.

Parlare del proprio dolore, parlare con rispetto della persona cara anche se triste, permette di ricordarla, ma anche di esporsi alla sofferenza imparando a sopportarla un po’ alla volta. Sperimentare di essere in grado di tollerare anche una situazione drammatica, ci dà la competenza e la forza di abituarci a sentire il dolore e sopravvivere, nell’attesa che lentamente la vita riprenda a scorrere; diversa da prima, con la certezza che andrà avanti comunque, seguendo il corso che vorremo darle. La chiusura per il dolore, la difficoltà di parlare della morte o della persona scomparsa, invece, sebbene comprensibili nei primi momenti, dividono e isolano i sopravvissuti.

I bambini hanno infine bisogno di routine e concretezza, poiché li aiuta a prevedere cosa avverrà dopo. Sapere come si riorganizzerà la loro vita, chi li aiuterà in certe situazioni e a chi potranno fare riferimento li rassicura. Inoltre sarà molto importante il ruolo della famiglia, degli amici e di tutte le figure di riferimento (insegnanti, allenatori, ecc), che costituiscono una rete di supporto, vicinanza e speranza per il futuro.

 

Dott.ssa Angela Dassisti

Psicologa –Psicoterapeuta

Valutazione e trattamento delle patologie del neurosviluppo

Terapeuta cognitivo comportamentale per il bambino, l’adolescente e l’adulto

Terapeuta EMDR

Tel: 3495451591,