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Le abilità sociali sono state definite nell’articolo precedente qualità specifiche dell’individuo funzionali alla creazione e al mantenimento di relazioni che condividono le stesse regole culturali e sociali. Le abilità relazionali inoltre possiedono delle caratteristiche innate condizionate dal temperamento individuale e aspetti legati all’apprendimento e all’educazione.
Ci sono individui che non mostrano uno sviluppo lineare e adeguato delle capacità sociali e relazionali e soffrono più o meno consapevolmente della mancanza di rapporti interpersonali soddisfacenti. Tutti noi abbiamo con molta probabilità conosciuto qualcuno che sembra non capire le battute; l’amico, il collega rigido e tutto d’un pezzo che si comporta come un alieno. Molte persone hanno infatti una difficoltà specifica nella conoscenza e nell’applicazione flessibile delle regole sociali. Alcuni individui ad esempio manifestano maggiori difficoltà nell’individuare il comportamento più appropriato se stimano la situazione poco familiare, altri non sembrano cogliere le necessità dell’altro e tendono ad instaurare relazioni e comunicazioni centrate su di sé, altri ancora non riescono a gestire troppe informazioni contemporaneamente e appaiono confusi, con atteggiamenti che sembrano talvolta incoerenti.
Nello sviluppo delle abilità sociali, infatti, sono coinvolte alcune capacità specifiche quali le competenze pragmatiche della comunicazione e semantiche del linguaggio: le capacità di conoscere e comprendere il valore delle situazioni e delle loro conseguenze, le capacità linguistiche di cogliere il significato di ciò che si dice e dell’accezione specifica di ciò che si intende dire.
Comune a molte patologie le difficoltà relazionali, pragmatiche e semantiche determinano una faticosa comprensione delle situazioni sociali, con la conseguenza di rendere gli individui estranei, distaccati e mai completamente competenti e coinvolti poiché incapaci di cogliere ciò che non è esplicito.
Per avere un idea più precisa pensiamo a quelle persone che non ridono alle battute, perché non ne colgono il senso (ciò che non viene detto), coloro che non comprendono l’ironia e hanno bisogno che venga loro spiegata o che non riescono a percepire le cose con una visione differente dalla propria (egocentrici).
Le difficoltà sociali e relazionali su base temperamentale sono più tipiche di persone impulsive, che tendono a cogliere velocemente aspetti parziali della situazione e della comunicazione, assunte come verità generalizzate ed ineludibili (sicuramente è così).
Difficoltà a cogliere aspetti meno espliciti del linguaggio e della comunicazione e sfumature più astratte, invece, sono tipiche di quelle persone che hanno una difficoltà semantica e pragmatica del linguaggio, con un limitato adattamento sociale poiché non capiscono l’ironia e tendono a prediligere una comprensione letterale ed esplicita delle situazioni.
Ci sono persone, infine, che hanno difficoltà linguistiche, relazionali e comportamentali generalizzate (disturbi generalizzati dello sviluppo e spettro autistico), non riuscendo a comprendere la situazione sociale e fornire una risposta coerente e adeguata. In aggiunta le persone autistiche hanno difficoltà nel riconoscimento delle emozioni, con scarse capacità di mettersi nei panni di un’altra persona e comprendere ciò che prova o pensa.
Le abilità sociali e le capacità relazionali sono pertanto la summa di una serie di capacità specifiche cognitive, linguistiche e comportamentali che ogni individuo dovrebbe possedere e padroneggiare per riuscire a stabilire delle relazioni soddisfacenti. Spesso gli individui mancano di perizia in alcune di queste aree, talvolta invece non sono disposti ad osservare la realtà per comprendere le necessità altrui. In una relazione, tuttavia, questa qualità sembra fondamentale, poiché ci permette di conoscere il significato delle parole e delle azioni delle persone con cui ci rapportiamo, aiutandoci a modificare e migliorare il nostro comportamento e la qualità dei rapporti che viviamo.
Sintonizzarci sulle frequenze degli altri ci consente di capirli, aiutarli, amarli.
Non ci resta che provare e imparare a guardare con altri occhi e sentire con un nuovo cuore, potrebbe essere sorprendente.
Angela Dassisti
Fonte: Romasette.it